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testi tratti da ” Il BorgoFortificato di Vico nel Lazio” a cura del Dr. Natale Tomei 2007

foto: Rino Umbri, Giovanni Antonucci, Filippo Rondinara, Daniele Baldassarre, Antonio Grella, Luciano D’Abbruzzo, R.Canalini, Luciano Soldatini.

Il Progetto

Vico_nel_Lazio-StemmaVico nel Lazio, arroccata su un rilievo calcareo, ai piedi del monte Monna, è un raro e tipico  esempio di borgo medievale fortificato, monumento architettonico singolare. Su un tracciato ovale di 300 metri di asse maggiore e 250 metri circa di asse minore si registrano mura castellane in pietra calcarea con faccia piana, intervallate da 25 torri quadrate con merlatura guelfa e tre porte di ingresso, due con arco a sesto acuto e una a tutto sesto, discretamente conservate e vivibili da potersi visitare a piedi o in macchina per un percorso di circa mille metri.

La cinta fortificata ripete l’assetto di un accampamento romano con le porte orientate ai punti cardinali: inizia a svilupparsi intorno all’XI secolo e, probabilmente, nel XIII secolo, il possente sistema difensivo viene ad assumere l’aspetto maestoso di oggi. Soprattutto nelle torri delle porte, la pietra è tagliata alla perfezione sì da formare cubi e parallelepipedi, che disposti su strati orizzontali, sono tenuti insieme da un sottilissimo strato di malta. Gli angoli delle torri sono costruiti secondo la tecnica per testa e per taglio. L’opera appare compatta e non sembra che presenti disomogeneità né nel materiale usato né nella tecnica della lavorazione, pertanto si può ritenere che il circuito murario è stato costruito con intenti difensivi ben precisi e in un arco di tempo non molto ampio.

La cinta muraria vicana richiama alla mente quella della nota città francese di Carcassonne. Al centro del borgo le due chiese principali, la romanica Santa Maria e la collegiata di S. Michele Arcangelo, con bella facciata in pietra.

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Il paese conserva l’atmosfera del passato poiché la struttura urbana di Vico nel Lazio si mantiene quasi inalterata, ad esempio, ci si può incamminare nella fitta rete delle viuzze retrostanti la chiesa di S. Michele per giungere al duecentesco Palazzo del Governatore. Già residenza del Governatore che nelle terre colonnesi amministrava il primo grado della giustizia civile, è stato sede del Comune fino al 2000. L’edificio è da attribuirsi al XIII secolo: ha graziose bifore con colonne centrali lavorate artisticamente, un misurato senso delle forme ne fanno un gioiello architettonico.

Un’altra costruzione interessante è la piccola Caserma della gendarmeria pontificia, costruita a fianco di Porta a Monte. Fa parte integrante dell’antico sistema difensivo, cioè non è elemento addossato alle mura, ma costituisce un tutt’uno con le mura stesse, alla stregua di una torre; peraltro coeva alle stesse mura. Diventa quindi un elemento costruito con l’intento di proteggere e rendere più difficile la conquista della porta di accesso al castrum.

L’assommarsi di beni naturalistici fanno di questo territorio una inesauribile fonte di ricchezza e un insieme unico, capace di richiamare, se inserito in un sistema coordinato di valorizzazione e di fruizione, un notevole afflusso turistico idoneo, a sua volta, a creare le condizioni di sviluppo per innescare una crescita socio-economica ed occupazionale. Purtroppo gran parte di questi beni sono scarsamente protetti e tutelati, anche perché non sono oggetto di un’adeguata opera di informazione e promozione nei confronti del grande pubblico. Questa constatazione porta a valutare le possibilità di sostituire le tradizionali modalità di promozione turistica del territorio interessato con strategie e mezzi diversi e tecnologicamente avanzati.

Il progetto è finalizzato alla costruzione di un Archivio Informatizzato dei Beni appartenenti al patrimonio artistico, storico, architettonico, archeologico e naturalistico del comune. Si intende creare un sistema coordinato di censimento, valorizzazione, promozione e fruizione dei beni suddetti.

L’Archivio, in quanto leggibile attraverso apposite pagine WEB all’interno del SITO del Comune, consente la consultazione in unico luogo virtuale delle informazioni relative ai suindicati beni.

La denominazione Vicodiffuso deriva dalla semplice constatazione che il territorio di competenza dell’amministrazione è caratterizzato dalla presenza di beni culturali di eccezionale valore che, uniti ad una particolare conformazione del territorio, hanno costituito un insieme unico, fin dall’antichità un’area di grande attrazione.

Tali beni sono presenti in ogni area del territorio di riferimento: metterli a sistema costruendo degli itinerari che li legano, determina la nascita di un museo che coincide con l’intero territorio e che diviene visitabile, seppure virtualmente, attraverso gli itinerari proposti dal progetto.

Obiettivi

La realizzazione dell’Archivio informatizzato denominato “Vicodiffuso” rende possibile perseguire i seguenti scopi:

–      promozione anche a fini turistici del patrimonio artistico, storico, architettonico, archeologico e naturalistico del comune, al fine di innescare condizioni per una crescita socio-economica e occupazionale;

–      approfondimento di studi di natura territoriale, storica e naturalistica;

–      agevolazione dell’attività di progettazione e pianificazione legata alla tutela, conservazione del territorio.

Il cittadino, attraverso le pagine WEB potrà accedere ad un vasto e articolato archivio informatizzato, ricco di immagini e disegni, oltre che di accurate descrizioni, potendo così viaggiare virtualmente nel territorio alla scoperta delle sue parti poco conosciute. Grazie alle indicazioni relative alle modalità per raggiungere i beni descritti, il cittadino potrà agevolmente trasformare quello che è un percorso virtuale in una visita reale nei luoghi descritti.

Azioni

Il territorio è stato paragonato ad un museo all’interno del quale il cittadino può virtualmente viaggiare seguendo dei criteri che hanno poi determinato lo sviluppo delle idee guida. I criteri di percorrenza del territorio-museo costituiscono degli specifici itinerari la cui individuazione è stata sviluppata nella prima fase di progetto. Un itinerario comporta infatti la necessità di legare tra loro oggetti spesso differenti, ma messi in collegamento da un sistema di relazioni.

Questi sistemi di relazione sono:

–      il sistema letterario, che associa alla descrizione dei luoghi quella degli eventi poetici e storici ad essi collegati;

–      i sistemi specialistici, che associano la descrizione dei beni e dei luoghi ai contenuti di specifiche discipline, ad esempio considerando le fasi della stratificazione geologica e della formazione della morfologia del suolo, oppure, della ricostruzione topografica del territorio antico con la descrizione degli episodi che ne hanno segnato la storia;

–      il sistema della percezione, realizzato in maniera dinamica, attraverso l’individuazione di percorsi panoramici “obbligati” capaci di leggere una varietà di paesaggio che spesso sfugge all’osservatore dai luoghi panoramici statici, a costituire vere e proprie, seppure virtuali, torri d’avvistamento.

Questi sistemi sono la matrice per la configurazione degli Itinerari Virtuali attraverso i quali si percorre il progetto Vicodiffuso.

L’Archivio è stato strutturato in modo da consentire agli utenti di visitare beni e siti catalogati attraverso i suddetti Itinerari Virtuali, capaci di mettere in relazione i diversi luoghi ed i diversi oggetti in funzione delle loro peculiarità e dei legami che li contraddistinguono.

L’Itinerario Naturalistico è caratterizzato dall’individuazione vere e proprie soste dell’itinerario virtuale, di punti sul territorio da cui è possibile la fruizione reale delle principali caratteristiche dell’area.

Risultati

Il Progetto Vicodiffuso permette la consultazione delle informazioni relative ai beni suddetti e agli Itinerari che li interessano, la loro localizzazione sul territorio, la visualizzazione degli allegati che li descrivono quali immagini, fotografie, documenti storici.

Inoltre, lo sviluppo di un museo diffuso virtuale ha aumentato le capacità dell’amministrazione di interagire con l’esterno, creando un contesto non gerarchico ma di cooperazione, che produce idee e conoscenze.

Il progetto Vicodiffuso, già nell’idea iniziale, è stato pensato come strumento volto alla valorizzazione del territorio nei suoi elementi di pregio, siano essi di natura antropica o naturale, spesso abbandonati o in fase di estremo degrado, favorendo l’opera di informazione e promozione nei confronti del grande pubblico delle sue parti poco conosciute, consentendo così lo sviluppo di un turismo più attento e sensibile in uno con la valorizzazione culturale e scientifica di questo immenso patrimonio.

La natura stessa del progetto, sviluppato per essere fruibile attraverso la Rete, consentirà una rapida e proficua diffusione dei risultati conseguiti, agevolando l’attività di pianificazione e progettazione.