IL BORGO FORTIFICATO DI VICO NEL LAZIO

 Nota Storica di Natale Tomei

Le origini di Vico non sono ben chiare, anche se sono state assegnate ad una età premedievale, romana o addirittura italica (Toubert 1973, p. 662, n. 2).

1004 – Donazione del bosco Ecio, da parte della comunità di Vico, a S. Domenico di Sora (Sacchetti – Sasseto 1947, p. 96). Alla metà del secolo XIII Vico dipendeva direttamente dalla chiesa (Reg. d’Innocent IV, III, n. 7754) e forse anche alla metà del secolo precedente, come sembrerebbe dimostrare una bolla di Alessandro III (1159 – 1181) cui fa riferimento una bolla di Onorio III del 1217 (Keher 1906, II, p. 152); aveva condomini partecipanti (Silvestrelli 1970, I, p. 68).

Dal XIV secolo un vicario papale è a Vico con funzioni di governatore (Ermini 1925 in ASRSP, 184).

Varie contese tra Vico e il Monastero di Trisulti, fra le altre quelle del 1255 – 1256 per il possesso della Selva d’Ecio (Falco 1924, in ASRSP, p. 152, n. 2; Toubert 1973, pp. 250-252). Vere e proprie lotte con la città di Alatri per questioni territoriali (1282 – 1283). Il papa Martino IV (1281 – 1285), dopo varie difficoltà, riuscì ad imporre la propria autorità, ordinando agli Alatrini di ritirarsi ed ai Vicani di non sottomettersi (Falco 1924, in ASRSP, vol. 47, pp. 182-183).

In seguito Alatri riuscì pacificamente ad acquistare l’alleanza di Vico (1306). Durante il pontificato di Martino V (1417 – 1431) Vico passò ai Colonna. Il potere feudale dei Colonna, salvo brevi parentesi dovu­te alle confische di Paolo III, alla prima Repubblica Romana, all’oc­cupazione francese, durò dal I° febbraio 1427 fino al 1816 e Vico da quell’anno venne a far parte dello Stato pontificio e del recentemente costituito regno d’Italia.

1872 – Da Vico a Vico nel Lazio (decreto di Vittorio Emanuele II del 3.10.1872).

1926 – Da provincia di Roma a provincia di Frosinone – Decreto Istitu­tivo della Provincia (6.12.1926).

1974 – Ai sensi della legge 29 giugno 1939 n. 1089, il Ministero della P.I., con decreto in data 20.9.1974, ha “Riconosciuto che la zona predetta ha notevole interesse pubblico perchè l’antico abitato di Vico nel Lazio, arroccato su un’altura, con belle mura castellane, con caratteristici torrioni ed antiche porte, con pittoresche vie e vi­coli fiancheggiati da antiche abitazioni, poste anche a gradoni lungo il pendio del colle e circondato dal verde prevalente di ulivi, che gli fanno corona, costituisce anche un suggestivo pano­rama con quadri naturali di particolare bellezza, visibili da luoghi pubblici. Nell’abitato e nelle zone circostanti esistono punti di visuale aperti al pubblico, quali piazze e strade, dai quali, data la loro elevata posizione, si gode un vasto pano­rama verso valle e verso i monti Ernici.

2000 – Vico censita tra i borghi fortificati d’Italia.

Vico nel Lazio arroccata su un rilievo calcareo interamente ricoperto di ulivi, ai piedi della dirupata Monna, rappresenta un raro e tipico esempio di borgo medievale: una matassa di stradine che si incrociano ripetutamente in un labirinto esclusivo. Sembra ancora oggi vigilare la verde Valle del Cosa, i boschi di faggio, di querce e di carpini delle montagne appartenute ai leggendari Ernici, costruttori di mura ciclopiche. Poco si conosce delle sue origini, forse romane o, addi­rittura italiche, ma il borgo, così come oggi ci appare inizia a formarsi intorno all’XI secolo, forse su un tracciato di un castrum romano, cingendosi verso il XIII secolo di un possente sistema difensivo, fortificato da venticinque torri e rag­giungendo la massima espansione entro il XIV secolo. La guida, attraverso itinerari cittadini, vuole condurre per mano, passo dopo passo con un itinerario pedonale il visitatore nei luoghi della memoria e del presente. Vuole dare notizie dei più importanti tesori e dell’assetto urbanistico di Vico, mirabilmente fortificato, costruito con l’intento primario di proteggersi da possibili invasori. Esso, infatti, mette in risalto un intrico di stradine e vicoli tortuosi, che si incrociano ripetutamente come in un labirinto, per difendersi dal vento, e un vistoso emblema della perdita dell’orientamento, un modo cioè per proteggersi dagli invasori, e case a schiera fresche d’estate e calde d’inverno.

Le mura e le torri costituiscono così gli elementi più notevoli del castrum medievale: mura insormontabili costituite da blocchi di pietra di una regolarità e bellezza incomparabili, specie quelli delle torri-porte.